2013 - L'Arte la Mente e l'Estetica

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L'Arte e la Mente

Tutto quello che dipingo è tutto ciò che voglio rivedere, ricordare, ripensare in un'unica immagine. E quindi rivivere.

E' come un'istantanea, un fermo immagine, uno sguardo dalla finestra, dal mio punto di osservazione preferito, da un pensiero che analizza e scompone ciò che sta scorrendo sotto gli occhi o transitando in quel momento nella mente. Più passa il tempo e più la sedimentazione raggiunge vette non prevedibili fino a quel momento. Cambia l'angolo di visuale, sempre più aperto, sempre più con una visione dall'alto. Ma non come distacco sensoriale o distanza psicologica ma come coinvolgimento consapevole che cerca di abbracciare una realtà sempre più estesa, da esplorare e separare ogni particolare, per poi fondere l'idea che ne scaturisce in quel mosaico ideale che è la tela bianca, oggetto tanto ambito quanto temuto da molti.
Perché l'inizio significa contrasto, indecisione, passione trattenuta, timore del nulla, dell' incipit. Ma alla fine del percorso concettuale, quando il pennello intinto si adagia su quella distesa incolore, arriva il gesto liberatorio e da quel momento tutta l'opera è davanti agli occhi pronta per essere proiettata su quella superficie aurea in quasi perfetto equilibrio tra forma e sostanza.

Silvano Crespi

L' Arte e l' Estetica
Si puo' dire che la singola opera d'arte rappresenta il rapporto tra individuo e universale.
L'opera d'arte è compiuta nel momento in cui opera questa sintesi. Ancora una volta si cerca di mettere insieme tempo ed eterno. In ambito di filosofia dell'arte questo ruolo sintetico lo svolgono le singole opere d'arte. Però lo svolgono a termine, e non possono svolgerlo definitivamente, ma lo svolgono solo nella misura in cui anch'esse, opere d'arte, sono soggette ad un rivisitarsi, ad un rimettersi sempre e comunque in gioco nel tempo. La parvenza dell'arte ha il pregio di dare qualcosa mediante se stessa e di accennare da sè a qualcosa di spirituale che mediante essa stessa deve giungere a rappresentazione. Questo pregio dell'arte non è qualcosa che l'arte ha, non è qualcosa che l'arte possiede, ma è qualcosa che l'arte non ha, verso cui però rinvia.
Da questo punto di vista l'importanza e il ruolo dell'arte è fondamentale: "indica qualcosa mediante se stessa, accenna da sè a qualcosa di spirituale, l'arte possiede qualcosa di spirituale non possedendolo". L'arte e l'artista sono consapevoli di questo loro rapporto illusorio con la realtà, ovvero non si ingannano, sono consapevoli di produrre illusorietà. In definitiva, se l'arte possiede qualcosa di spirituale non possedendolo, l'artista è consapevole di produrre illusione nell'opera d'arte, e quindi la produzione consapevole di illusione corrisponde al possesso dello spirituale, che non viene posseduto.
Georg W. F. Hegel
Frammenti di Lezioni di estetica - Berlino 1828

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